lunedì 29 novembre 2010

Stalking: la sindrome del molestatore assillante





stalkingInseguire furtivamente una preda, ecco cosa si indica con la parola anglosassone stalking.
Si tratta di un fenomeno complesso, indicato anche come “sindrome del molestatore assillante“, i cui elementi sono la paura, la preoccupazione e un continuo stato di ansia da parte della vittima che è costretta a subire un disagio fisico e psichico per un periodo variabile che può durare mesi oppure anni.
Lo stalker può essere un estraneo, un conoscente, un collega. Oppure, nella maggior parte dei casi, un partner che è stato lasciato. Per il molestatore, la vittima diviene un oggetto su cui vendicarsi per qualche torto reale o presunto che spesso esiste solo nella mente contorta dell’attore.
La Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche, dopo aver analizzato i comportamenti persecutori degli stalkers individuati nella realtà italiana, ha evidenziato cinque tipologie:
- Il risentito, generalmente un ex partner che cerca vendetta.
- Il bisognoso d’affetto, che agisce nel contesto di rapporti tra paziente e psicoterapeuta.
- Il respinto, che reagisce perseguitando la vittima che lo rifiuta.
- Il corteggiatore incompetente, che vorrebbe corteggiare ma non è capace di farlo in quanto privo di abilità relazionali.
- Il predatore, che pedina, insegue e spaventa la vittima allo scopo di avere un rapporto sessuale. Questo genere di stalking può essere indirizzato anche verso i bambini perchè è messo in atto da persone con disturbi psicopatologici di tipo sessuale, come la pedofilia.
Finalmente, nel febbraio del 2009, nel Codice Penale è stato introdotto l’articolo 612 bis che tutela le vittime dello stalking diffidando il molestatore e stabilendo le condanne.
Fonte: Overlex / Foto: Flickr @ uair01

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