domenica 5 dicembre 2010

Sardegna: Simone, affetto dalla sindrome di Down, è un esempio per tutti


aleLa disabilità è una condizione di salute in un ambiente sfavorevole. Solo intervenendo sull’ambiente è possibile sviluppare le potenzialità individuali.
Per l‘Organizzazione Mondiale della Sanitàla Disabilità Intellettiva (DI) “si connota per la contemporanea presenza di un significativodeficit intellettivo, di una inadeguatezza evidente in alcuni funzionamenti ed abilità adattative nonchè per un esordio prima dei 18 anni”.
La compromissione della capacità diadattamento sociale o della capacità di fare cose adeguate all’età ed all’ambiente socio-culturale di appartenenza, è sempre presente.
La famiglia è uno degli elementi essenziali per la crescita, l’acquisizione dell’autonomia e dell’integrazione sociale di tutti gli individui affetti da disabilità che hanno la possibilità di diventare cittadini utili alla società e rispettati da tutti.
Simone Cinus, 21 anni, affetto dalla sindrome di Down, è un esempio eccellente per l’intera comunità. Simone vive in provincia di Cagliari e la sua disabilità è solo un piccolo dettaglio. Ha un sorriso grande e una famiglia che stravede per lui.
Due anni fa ha ottenuto il diploma di geometra ma non ha nostalgia della scuola, anche se adorava mangiare i panini dei compagni. Simone adora il karaoke, ha una passione per il computer e stravede per le donne, ma è anche un validissimo aiuto per portare avanti il lavoro della sua famiglia, infatti, ogni mattina si occupa della porcilaia e assiste il padre allevatore nell’accudire le pecore e le capre.
Un lavoro duro quello dell’allevatore, un lavoro impegnativo che Simone svolge con serietà e dedizione, la stessa dedizione che dedica anche allo sport, da quando, tre anni fa, si è inserito nella Special Olympics, un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per persone con disabilità, grazie al quale Simone ha già partecipato a vari eventi che hanno previsto anche degli spostamenti all’estero.
Ora Simone si è assunto una nuova responsabilità, infatti è stato scelto come padrino per battezzare Mirco, il figlio di Carlo Mascia, direttore regionale di Special Olympics, il cui giuramento dell’atleta è: “che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.
Fonte: L’Unione Sarda / Foto: Media NF § Vanessa

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