Il parroco del paese aveva addirittura raccolto interessanti notizie su Broccu nel manuale “veglie barbaricine“, nel quale aveva elencato una serie di invenzioni ideate e realizzate dall’inventore sardo che ebbe tante manifestazioni di stima e menzioni postume nell’elenco degli inventori.
Il genio gadonese era una fabbro ingegnoso e, nel 1833, inventò un’arma che non si era mai vista prima, arma che venne inviata al re Carlo Alberto e della quale non si seppe più niente.
Si trattava della prima pistola a tamburo, brevettata tre anni dopo da Samuel Colt, in un’epoca dove la storia delle invenzioni correva veloce e dove i giusti riconoscimenti non venivano assegnati.
Le invenzioni di Broccu hanno fatto il giro del mondo ma non entrò mai a far parte dell’olimpo dei geni, un inventore beffato da un americano che vinse un duello a distanza senza mai conoscere il suo avversario, ma rapido a brevettare l’arma che rivoluzionò l’Ottocento: la pistola a tamburo.
Per uno scherzo del destino, Tex Willer non impugnò mai la sua Broccu.
Fonte: L’Unione Sarda / Foto: Media NF § Vanessa
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